Chiudere i buchi sulla carrozzeria del furgone

Chiudere i buchi sulla carrozzeria del furgone

I buchi sulla carrozzeria possono rappresentare un grosso problema.

La ruggine, nemica indiscussa di ogni tipo di mezzo, è sempre in agguato e trova terreno fertile sul metallo nudo, anche intorno ad un forellino apparentemente innocuo.

Per noi è stata inevitabilmente una priorità sistemarli anche perché… entrava acqua dal soffitto!

Partiamo dall’inizio.

Perché c’erano dei buchi sulla carrozzeria?

Se non hai letto questo articolo probabilmente non conosci il nostro furgone.

In breve…

Abbiamo un Fiat Ducato minibus del ’99.

Nel vano posteriore le panche con i sedili erano fissate al pavimento tramite delle viti e tramite un meccanismo ad incastro.

Ecco il motivo di quattro buchi grandi circa 10cmx5cm e alcuni buchi più piccoli.

E sul soffitto? 

Il nostro furgone apparteneva ai vigili del fuoco, e come ogni mezzo di servizio che si rispetti, aveva la sirena lampeggiante sul tetto. 

Tolta la sirena siamo rimasti con un bel buco circolare di circa 3 cm di diametro.

C’era anche un foro dovuto al passaggio dell’antenna e altri 3 buchi sulla carrozzeria più piccoli che… boh… non abbiamo idea a cosa servissero.

In pratica il furgone faceva invidia a uno scolapasta. 

Buchi sul pavimento

Buchi, buchi ovunque!

Alcuni buchi sul tetto del furgone

Alcuni buchi sul tetto del furgone

Come eliminare i buchi sulla carrozzeria

Abbiamo cercato quante più informazioni possibili al riguardo.

Ci sono 3 soluzioni efficaci:

1. La saldatura

Indiscutibilmente il metodo migliore per chiudere i buchi sulla carrozzeria, è tramite saldatura.

In pratica bisogna levigare un pezzo di lamiera, saldarlo alla carrozzeria in corrispondenza del foro da coprire, ri-levigare e verniciare.

Questa operazione permette di eliminare totalmente traccia dei buchi ed è quella più consigliabile se i buchi da coprire sono a vista o particolarmente grandi.

Inutile dire che, se non sei esperto di saldature, devi rivolgerti ad un carrozziere professionista. 

Continua a leggere per soluzioni alla portata di tutti.

2. La vetroresina

Un’alternativa alla saldatura è la vetroresina.

La prima cosa da fare, anche in questo caso, è levigare la superficie con una smerigliatrice.

In seguito vanno applicati dei fogli di vetro e creare vari strati uniti tra loro dalla resina.

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Per un lavoro ottimale, una volta asciutto, bisogna levigare la resina in eccesso, passare lo stucco e verniciare il tutto.

Questa operazione è abbastanza semplice e permette di chiudere i buchi sulla carrozzeria ottenendo un risultato resistente ed impermeabile.

I buchi più grandi nel furgone li abbiamo chiusi con la resina epossidica bi-componente, unita ad alcuni strati di fogli di vetroresina in trama sottile.

La differenza tra una resina epossidica e una resina poliestere la troverai nel prossimo paragrafo.

applicazione della vetroresina, primo strato

Applicazione della vetroresina, primo strato

Valerio con i fogli di vetroresina

Valerio alle prese con i fogli di vetroresina

3. La colla!

Per buchi sulla carrozzeria non troppo grandi e nascosti, si può utilizzare un pezzo di lamiera o di plastica e una colla sigillante.

Noi abbiamo utilizzato la Soudal Fix All, una colla ad alto potere adesivo, resistente ai raggi UV e alle intemperie. Una valida alternativa alla più famosa Sikaflex.

Il procedimento è molto semplice.

In pratica si copre il buco con la colla, ci si applica sopra un pezzo di plastica o di lamiera e si ricopre con la colla.

Attenzione! Se usi pezzi in metallo per questa operazione, fai in modo che siano totalmente ricoperti dalla colla o verniciali. Il rischio ruggine è dietro l’angolo!

Esteticamente è la soluzione meno bella ma di certo è funzionale.

buco con la colla, prima...

Buco con la colla, prima…

...e dopo!

…e dopo!

Differenza tra resina epossidica e resina poliestere

Prima di tutto, cosa sono le resine sintetiche?

In breve, la resina artificiale è un materiale viscoso, di consistenza simile a quella vegetale, per intenderci, in grado di indurirsi sia a freddo che a caldo.

Le resine vengono utilizzate nei modi più disparati per riparazioni in campo edile, automobilistico, per le imbarcazioni e per gli aeroplani. 

Sia la resina epossidica che la resina poliestere, rientrano nella categoria delle resine termoindurenti. 

Relax, non voglio annoiarti con la chimica 🙂

Ci interessa sapere che fanno parte di quelle resine in cui, una volta avviato, il processo di indurimento è irreversibile. 

In pratica, quando si induriscono, non c’è verso di farle tornare allo stato liquido o semi-liquido.

Ecco le differenze più rilevanti:

  • La resina epossidica ha una maggiore capacità di adesione rispetto alla poliestere.
  • È più resistente all’usura, all’erosione e al danneggiamento in generale dovuto a fattori chimici o ambientali.
  • È più costosa rispetto alla poliestere.
  • Risulta più resistente all’umidità.
  • Necessita di tempi di asciugatura più lunghi.
  • Infine, la resina epossidica non puzza come la poliestere, che è altamente tossica!

E come si applicano?

La resina epossidica e la resina poliestere hanno un sistema di applicazione simile.

Il kit è composto da:

  • resina base;
  • indurente o catalizzatore.

Le due componenti vanno unite, secondo le proporzioni descritte dal produttore, per formare un composto sciropposo.

La bilancia è essenziale per non sbagliare le quantità e compromettere il risultato finale.

Una volta preparato il mix resina/indurente, si applica sulla superficie e si attendono i tempi di asciugatura.

Come scritto sopra, per chiudere i buchi più grandi sul pavimento abbiamo utilizzato la resina epossidica.

Con l’aiuto di un pennello abbiamo imbevuto dei fogli di fibra di vetro in trama sottile nel composto e abbiamo creato vari strati.

Il giorno dopo abbiamo trovato tutto perfettamente asciutto e… che dire… sembra super resistente!

La resina epossidica

La resina epossidica

Occhio alla ruggine!

La ruggine può diventare un incubo per chiunque possieda un mezzo abbastanza datato o che sia stato sottoposto a lungo alle intemperie.

Intorno ad alcuni buchi sulla carrozzeria c’erano dei piccoli accenni di ruggine.

Abbiamo levigato l’area e applicato un convertitore di ruggine prima di procedere con la copertura vera e propria.

Come abbiamo affrontato la ruggine, ne abbiamo parlato in questo articolo. 

Conclusioni

Non siamo carrozzieri ed è chiaro che il nostro lavoro non è equiparabile a quello di un professionista.

Se hai un buon budget e non ami particolarmente il fai da te, cancella dalla tua mente ciò che hai letto qui sopra 🙂 

Tu come hai risolto il problema “buchi” sul tuo furgone camperizzato?

Siamo curiosi di conoscere la tua esperienza, se ti fa piacere, lasciaci un commento qui sotto.