Come omologare un furgone camperizzato in Germania: TÜV, requisiti e costi

In questo articolo ti racconto come abbiamo omologato il nostro furgone Ducato a camper in Germania. Nel caso ti stessi domandando quali siano i requisiti per camperizzare ed omologare un furgone in terra tedesca, qui troverai le risposte che cerchi.

Nell’articolo che abbiamo scritto su come omologare un furgone camperizzato in Italia, abbiamo parlato di alcune strade per effettuare questa pratica nel Bel Paese.

Ma tu… stai cercando una via più rapida ed economica, giusto? 

Hai sentito parlare di furgoni improbabili importati dalla Germania? O di camperizzazioni fai da te strampalate che hanno passato il controllo con i tecnici del TÜV?

Bene, noi ci siamo passati, abbiamo omologato il nostro Ducato nella famosa Germania-collauda-tutti-e-tutto.

Voglio raccontarti come è andata e cosa devi considerare se vuoi affrontare questa pratica in terra tedesca.

ATTENZIONE: più avanti troverai anche un video che abbiamo girato il giorno prima del collaudo. Potrai notare l’ansia da prestazione nei nostri volti e lo stato dei lavori sul Ducato.

Puoi prenderci in giro lasciandoci un commento qui sotto, ovviamente 🙂

Requisiti burocratici: chi può omologare un furgone camperizzato in Germania?

Partiamo con i requisiti burocratici indispensabili e forse i più difficili da avere, se abiti in Italia.

I documenti necessari per presentarsi al TÜV sono:

  • documento di riconoscimento;
  • libretto di circolazione del veicolo;
  • targhe tedesche;
  • polizza assicurativa (RC) tedesca in corso di validità.

Mi soffermo sugli ultimi due punti, in modo che tu possa avere ben chiara la situazione.

Le targhe tedesche

Se vuoi presentare il tuo bel furgone camperizzato al TÜV e poi avere il benestare del Landratsamt (la motorizzazione tedesca), è necessario che il furgone abbia le targhe tedesche.

No targhe tedesche, no party.

Il problema sussiste perché per comprare o per ottenere le targhe tedesche, è necessario avere la residenza in Germania.

Eh, ma allora come fanno quelli che comprano le auto in Germania e le portano in Italia? 

Semplice, si avvalgono di targhe temporanee.

Mi spiego meglio…

Quando compri un mezzo in Germania per poi portarlo in Italia, ti vengono rilasciate delle targhe insieme ad un’assicurazione (RC) che hanno una durata limitata. Servono a farti portare il mezzo, appunto, in Italia (o in qualsiasi altro paese), dove dovrai fare poi la nuova immatricolazione.

In pratica: se non hai la residenza tedesca, non puoi far omologare il tuo fugone camperizzato in Germania.

L’assicurazione tedesca

Il problema successivo riguarda l’assicurazione.

Per omologare un furgone camperizzato in Germania, devi essere provvisto di una polizza assicurativa tedesca.

Tra l’altro le compagnie assicurative è difficile (se non impossibile) che stipulino polizze con persone che hanno la residenza fuori dal territorio nazionale.

Ricapitolando, per presentarsi alla motorizzazione tedesca, oltre ai documenti citati sopra servono:

  • furgone con targhe tedesche
  • residenza tedesca
  • assicurazione tedesca

La soluzione

Come superare questo scoglio?

Non puoi, non tu almeno.

Certo, puoi pensare di trasferirti in Germania… oppure di intestare il tuo furgone ad un amico fidato che già ci vive e far fare tutte le pratiche a lui.

Nel secondo caso considera che se porti il tuo furgone dall’Italia, devi sostenere i costi di due immatricolazioni: in Germania e poi di nuovo in Italia (e qui non sarà affatto semplice né economico…).

Anche se il tuo caro amico ti volesse davvero un gran bene e fosse disposto a comprare direttamente il furgone in Germania, ad intestarsi l’assicurazione e a svolgere le varie pratiche, dovrai comunque fare i conti con la luuuuunga burocrazia e gli esosi costi italiani nel momento in cui vorrai immatricolarlo in Italia.

Insomma, non voglio smontarti i piani, ma a meno che tu non viva o non abbia intenzione di vivere in Germania, la pratica è abbastanza costosa e complicata.

Hai una soluzione a questi problemi?

Allora sei a buon punto.

Continua a leggere per scoprire gli altri requisiti di cui hai bisogno.

Il nostro Ducato in gita

Il nostro Ducato in gita

Requisiti pratici: come allestire un furgone camperizzato in Germania?

Come in Italia, anche in Germania, non è chiarissimo il discorso requisiti minimi. C’è una gran confusione tra chi sostiene una cosa e chi un’altra.

Abbiamo cercato quante più informazioni possibili, per evitare che il sogno ci venisse infranto e ora ti racconto tutto ciò che abbiamo scoperto.

Le prime informazioni sono arrivare proprio dal Tüv: ci siamo presentati all’ufficio direttamente per chiedere cosa dovevamo fare.

Ci hanno detto che serviva:

  • una cucina;
  • un posto per sedersi e mangiare che facesse parte dell’arredamento (non cose da campeggio per intenderci);
  • un letto per dormire;
  • un posto dove riporre effetti personali.

Coooosa?? Tutto qui? 

Esatto. Il primo contatto con l’ufficio collaudi è stato questo. Non un’informazione di più, non un’informazione di meno.

Eravamo scioccati dalla semplicità della cosa.

Ma basta davvero così poco?

No. O almeno, non più.

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Deve sembrare un camper!

A quanto pare, fino a poco tempo fa, chiunque portasse un furgone con un letto ed un fornelletto da campeggio dentro, passava l’omologazione senza troppi problemi.

Si narra di persone che mettendo un materasso gonfiabile ed un tavolino all’interno del furgone, abbiano ricevuto la tanto ambita omologazione.

Leggenda? Realtà? Non lo sappiamo.

Di sicuro però, oggi le cose stanno un pò cambiando e anche la Germania sta addrizzando un pò il tiro.

Mentre procedevamo con la camperizzazione del nostro furgone, abbiamo avuto altri scambi con il Tüv e letto e chiesto informazioni su forum tedeschi.

Tra le ricerche di informazioni varie, oltre al sito ufficiale del TÜV, abbiamo scoperto un sito tedesco con validi suggerimenti per l’ispezione del TÜV e un mucchio di informazioni utili alla camperizzazione in generale.

Un requisito molto importante, è quello di presentare un camper e non un furgone con dentro un mobiletto e un letto.

Per intenderci, l’arredamento deve essere fisso e deve dare l’impressione di essere un posto vivibile.

Probabilmente starai pensando che “sembrare un camper” non è un dato molto specifico e può essere a discrezione del tecnico che effettua il controllo, tuttavia, non è così difficile distinguere un lavoro fatto con cura da uno fatto con i piedi.

Valerio soddisfatto della struttura del letto

Valerio soddisfatto della struttura del letto

La cucina e il gas

Quasi a fine lavori sul nostro Ducato, abbiamo inviato alcune foto al TÜV per capire se avremmo dovuto apportare delle migliorie.

Ci hanno risposto dicendoci che il fornello doveva essere fissato su di un piano di appoggio.

Abbiamo quindi acquistato un piccolo fornello da campeggio, con cartucce di gas usa e getta e lo abbiamo avvitato sul pianale della cucina.

Questa è la strada più semplice, ma se hai intenzione di montare una bombola più grande e creare quindi un impianto a gas vero e proprio, il lavoro diventa leggermente più complicato.

Devi creare un sito di alloggiamento per la bombola, separato dalla cabina, a cui puoi accedere solo dall’esterno, ma non solo!

I tubi devono essere di rame e deve esserci una grata posizionata in basso che permetta la giusta areazione in caso di perdita di gas, per ragioni di sicurezza.

Una volta costruito l’alloggiamento esterno, fissato la bombola, creato il foro di areazione e sistemati i tubi, il tutto deve passare per un collaudo a parte, dedicato interamente all’impianto a gas.

Inoltre, per essere a norma di legge, ma sopratutto per la propria sicurezza, l’impianto a gas deve essere sottoposto ad una revisione ogni due anni.

Ma a te non spaventa il fai da te, giusto? 🙂

Giulia alle prese con la cucina

Giulia alle prese con la cucina

Il legno adatto

Per rivestire il soffitto del nostro Ducato e le pareti laterali, abbiamo deciso di utilizzare delle perline di legno di abete. Scelta dettata dal fatto che l’effetto baita ci fa impazzire e volevamo assolutamente crearlo all’interno della nostra piccola casetta su ruote.

Nonostante siamo più che soddisfatti del lavoro complessivo, ti confesso che, se potessimo tornare indietro, non lo rifaremmo così. Non utilizzeremmo le perline e questo per tre ragioni che ti spiego subito:

  1. Il peso: ok, siamo ancora ampiamente entro i limiti di peso previsti per il nostro camper ma ciò non toglie che le perline di legno abbiano gravato un pò sul peso complessivo. Furgone più leggero significa meno consumo di carburante e maggiore guidabilità.
  2. Troppo tempo/energie per montarle: per ogni singola perlina devi prendere le misure, segarla, scartavetrarla e poi… dove metti le viti? Posizionala, prendi i segni per i buchi, rimettila a terra, pre-fora, avvita, … insomma, un lavoraccio.
  3. Creano schegge: Last but not least, le perline in caso di collisione, possono creare schegge. Questo problema non riguarda solo le perline, ma anche tutti i tipi di “legno pieno”, come le lastre, le travi e le tavole intere. E proprio per il rischio di creare schegge pericolose, a breve non sarà più ammesso utilizzare questo tipo di legno per le camperizzazioni fai da te, se non per piccole parti. Il tipo di legno idoneo è quello che in caso di collisione tende a frammentarsi, quindi: pannelli in multistrato, OSB, truciolato, laminato, nobilitato, impiallacciato, masonite, lamellari, LSL, ecc. Se non hai idea di cosa io stia parlando, ti consiglio di dare un’occhiata a questo articolo sui derivati del legno.

Riguardo al terzo punto, noi non avevamo idea di questa nuova norma, nessuno ci aveva informato e siamo stati fortunati perché a quanto pare non era ancora in vigore quando abbiamo omologato il nostro Ducato.

Perline ne abbiamo? :D

Perline ne abbiamo? 😀

L’ispezione del tecnico tel TÜV

Una volta che hai preparato a dovere il tuo bel camper, arriva il momento della verità: l’ispezione del tecnico del tüv.

Come funziona? 

La prima cosa da fare è prendere un appuntamento con il centro collaudi. Noi abbiamo avuto un tempo di attesa di sole due settimane.

Il giorno X, ti presenti con il tuo carico di ansia misto ad entusiasmo ed apri le porte al tecnico, cercando di sfoggiare tutta la simpatia italiana e sorrisi a duemila denti.

Eravamo preparati al peggio.

Ci aspettavamo che avessero da ridire su qualsiasi cosa. Le viti, il legno, il fornello, il tappetino, il lavello, tutto quel giorno ci sembrava incredibilmente fuori posto.

Se vuoi avere un’idea dello stato di agitazione in cui vertevamo il giorno prima del collaudo, ti consiglio di guardare il video qui sotto.

Ma arriviamo al sodo, come è andato il collaudo?

Il tecnico che ha fatto le pulci al nostro Ducato camper, era un ragazzone simpatico, che parlava anche qualche parola di italiano.

Tra una frase in inglese, una in tedesco e una in italiano, ha controllato la stabilità dell’allestimento interno e si è accertato che il fornello fosse adeguatamente fissato.

Dopo di che, ha iniziato a fotografare ogni minimo angoletto, compreso sotto il cofano.

Nel nostro caso ha dedicato del tempo a tutta la parte dell’allestimento interno, ma ha dato solo uno sguardo veloce al motore, forse perché avevamo la revisione nuova di zecca.

Il tutto sarà durato 15 minuti, al termine dei quali, il simpatico tecnico poliglotta  ha detto una frasetta che ci ha gelato il sangue per qualche secondo: “adesso arriva la parte difficile!”.

Cosa diavolo significa che “arriva la parte difficile”? 

Vuoi controllare vite per vite? 

Vuoi saltare sul letto per vedere se regge? 

Vuoi fare derapate con il furgone? 

Cosa vuoi da noi? Cosa? Cooooosa? COOSAAAA?????

No, niente di tutto ciò. La parte difficile era: trascrivere tutto sui documenti. That’s it.

Grazie caro tecnico.

Perché eravamo irresistibili

Se hai seguito i lavori da quando abbiamo comprato il Ducato per trasformarlo in un camper al giorno dell’omologazione, sai sicuramente quanto tempo ed energie abbiamo speso, non solo per la costruzione vera e propria, ma anche per lo studio dei materiali per l’isolamento termico, per disegnare un layout adatto e così via.

Insomma, di impegno ce ne abbiamo messo. E pure parecchio.

Abbiamo eseguito tutti i lavori convinti di voler ottenere un buon risultato e la cura che abbiamo messo dietro ogni minimo pezzetto di legno è tangibile.

In realtà non sappiamo se fosse necessario tanto perfezionismo in alcune parti (riconosciamo di essere stati un pò troppo puntigliosi in alcuni momenti), fatto sta che abbiamo ottenuto il risultato che volevamo e il tecnico del tüv non ha battuto ciglio.

Il nostro Ducato quasi pronto!

Il nostro Ducato quasi pronto!

I costi

Sì ok, ma quanto avete sborsato? 

Non giriamoci intorno, lo so che è la prima domanda che ti sei posto e che ti porti dietro dall’inizio di tutta questa pappardella.

Tranquillo, è il momento di levarti il dubbio.

Veniamo ad uno dei punti più interessanti di tutta questa faccenda: i costi.

Nell’articolo riguardo l’omologazione in Italia, abbiamo visto che i prezzi per omologare un furgone camperizzato in Italia si aggirano intorno ai 2.500 / 3.000 euro.

Lo so, può sembrare una follia, considerando che il nostro Ducato lo abbiamo pagato meno della pratica.

Omologare un furgone camperizzato in Germania è molto diverso sotto questo aspetto.

Per cominciare non abbiamo dovuto appellarci ad agenzie che facessero da tramite tra noi e il Tüv e tra un pò di inglese e di tedesco maccheronico, siamo riusciti a sbrigarci le pratiche da soli. Il che ci ha permesso di risparmiare già qualche soldino.

In pratica abbiamo dovuto pagare l’ispezione al Tüv e la registrazione della pratica al Landratsamt.

Il tutto per la modica cifra di…

centocinquantaeuroebasta.

Sì, hai letto bene.

150 sbleuri totali.

Lo so, anche noi siamo rimasti sconvolti al momento del pagamento.

È tutto oro quello che luccica?

La pratica per omologare il nostro furgone camperizzato in Germania è stata tutto sommato easy. Ovvero, molto semplice sia a livello burocratico, sia a livello economico.

Ma veniamo ad oggi.

Il nostro Ducato è ufficialmente omologato camper, con targhe tedesche.

Stanchi del grigio cielo crucco, abbiamo deciso di tornare, almeno per un periodo, in Italia.

Che problema potrebbe esserci?

Dal momento in cui siamo in Italia, siamo obbligati a cambiare le targhe tedesche in targhe italiane.

E questo vuol dire nuova immatricolazione per il Ducato entro 6 mesi.

Nuova immatricolazione in Italia significa: millemila pratiche burocratiche, ansie di ogni genere e soldi, soldi e soldi da tirare fuori.

Ma questa è un’altra storia, per ora godiamoci la soddisfazione del nostro lavoro.